Colleretto Giacosa (TO), 20 aprile 2012 – L’Assemblea annuale dell’APSTI, l’Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, è stata l’occasione per una riflessione allargata a tutti gli ospiti sui risultati raggiunti nel corso del mandato. La presidenza di Alessandro Giari ha consolidato il ruolo dell’associazione come uno dei terminali istituzionali dell’azione di governo in materia di politiche sull’innovazione, condotta dai Ministeri competenti in stretta sinergia e coordinamento con l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione. In più si è evidenziato il ruolo congiunto di APSTI e Agenzia Innovazione come partner delle Regioni, degli incubatori e delle loro iniziative territoriali, che contribuiscono allo sviluppo e al consolidamento della capacità innovativa dell’Italia. La partnership tra APSTI e Agenzia Innovazione trova naturale collocazione anche in materia di internazionalizzazione delle eccellenze innovative italiane. Infatti, riconoscendo che innovazione e internazionalizzazione sono processi strettamente collegati, in grado di sostenersi vicendevolmente, come hanno concordemente ribadito nei loro interventi Moi, Ricci, Giari e il direttore dell’Agenzia Innovazione Mario Dal Co, uno dei ruoli di APSTI viene oggettivamente a convergere con il Progetto Italia degli Innovatori promosso dall’Agenzia per conto del Governo Italiano. Con questo programma l’Agenzia ha riscontrato un notevole successo nella promozione della capacità innovativa delle PMI in paesi come la Cina, in cui le proprie politiche di cooperazione sotto l’egida dei governi Italiano e Cinese hanno sviluppato l’attività dei Centri per il Trasferimento Tecnologico, per il Design e Innovazione, per l’e-Government. Oltre 300 aziende, negli ultimi due anni, si sono incontrate con centinaia di potenziali partner cinesi, sviluppando una serie di accordi commerciali, di ricerca e di carattere finanziario.
Dal Programma Italia degli Innovatori si possono trarre alcune utili esperienze:
- il B2B, ossia l’incontro diretto tra le aziende, è lo strumento principale di attivazione della rete internazionale su cui si basa il processo innovativo;
- la qualità e la quantità dell’innovazione proponibile a livello internazionale dalle aziende, anche piccole e medie, del nostro paese è maggiore di quello che ci si può attendere sulla base delle statistiche di contabilità nazionale, che collocano il paese sempre nella parte bassa delle graduatorie sulla spesa per l’innovazione (questo punto viene approfondito in un box a parte);
- la rete istituzionale italiana, il cui potenziale è ancora da sfruttare e saturare, è oggi poco allenato a lavorare in team e quindi poco abituato a presentare il sistema paese in modo semplice ed efficace ai grandi paesi trainanti per la crescita mondiale;
- l’internazionalizzazione è il passaggio necessario per fare innovazione e per trovare i finanziamenti che le sono necessari.

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